Prima mi contatta Marina...mi chiede come sto eccetera.
Poi subito dopo mi dice che se non si fa sentire lei io non mi faccio sentire mai. Aspetta e spera.
Un colpo al cuore.
Si, una pugnalata. Una pugnalata come per risvegliarmi dal mio torpore.
Si, come quando vi dicono qualcosa che già sapete benissimo di voi stessi ma che tenete li a bada, cercate di ignorare per un periodo o per tanto tempo. Accettate.
E quando ve la dicono poi sapete benissimo che hanno ragione quindi non potete neanche contraddirli o difendervi. Eppure è una pugnalata...fa male. Fa male ricordarsi certe cose di se stessi, fa male ricordarsi quanto si è pessimi delle volte con gli altri. E' vero, è sempre stata strana la mia amicizia...e ancora non riesco a definire quella che dovrebbe essere la mia amicizia con lei, neanche dopo dieci anni. Forse sono io che sono troppo strana. Sarà colpa mia? certo, gran parte si. Sento questa responsabilità. Le voglio bene, però mi rendo sempre più conto di quanto poco terreno in comune ci sia tra me e lei...e questo ha sempre influito dentro di me. Io ci ho provato...ci provo ancora.
Le propongo una cosa, per l'ennesima volta, ma lei non sembra molto d'accordo sulle " modalità". Siamo diverse.
E puntualmente non riesco a fare a meno di pensare tra me e me..." lei lo avrebbe fatto". Non mi piacciono i paragoni. Ma non riesco ad evitarli...
Ogni volta torno sempre li col pensiero.
Lei...
E non mi libero del passato...
Betty
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