Ho sempre creduto, pensato, di sapere che cosa volevo. Almeno da certi punti di vista. Ma l'unica cosa di cui sono certa in questo momento è ciò che voglio fare nella vita. Ciò che vorrei diventare, quello che sarà, si spera un giorno, il mio lavoro . ( E delle volte sorgono dubbi, che scaccio, anche su quello).
In questo periodo della mia vita, ennesima crisi esistenziale da un mesetto( le terza credo), non so più cosa voglio. Nella mia vita ho sempre dato una grossa importanza e spazio ai sentimenti, all'amore. Mi sono resa conto che ho passato praticamente tutta la vita con quell'unico obiettivo. Che nonostante io facessi tante altre cose che amavo...tutte in qualche modo mi portavano a quell'unica cosa. Sono stata romantica da far schifo, da voltastomaco.( Se penso alla me stessa di una volta da un lato mi viene il diabete e dall'altro mi manco.) Ma poi la vita ti cambia, le esperienze negative ti rendono una persona peggiore, invece che migliore.
Ti rendono cinico, ti svuotano...con la conseguenza che più vai avanti e più fai fatica a meravigliarti, a lasciarti "toccare" dalle persone, ad innamorarti o semplicemente a trovare davvero dentro di te la voglia di iniziare una relazione, di condividere tutto con quell'unica persona, di dedicare del tempo a qualcuno e renderlo partecipe della tua vita H24. Insomma se da un lato c'è ancora una piccola parte di me che desidera ardemente condividere tutto con qualcuno di speciale, dall'altro sento che lentamente mi sto trasformando in qualcosa di distaccato ed incapace di provare sentimenti veri per qualcuno. Man mano che vado avanti mi trasformo sempre di più in un animale indipendente. (L'amore si riduce semplicemente ad un bisogno? e quando impariamo a stare da soli, senza bisogno di affetto, diventiamo incapaci di amare? allora l'amore è davvero soltanto un bisogno?) Allora sorgono i dubbi sulle mie capacità di amare, perché se in passato credo di aver amato davvero una persona (soltanto una delle due), adesso sento di non esserne più capace? i conti non tornano. Non si può perdere cosi la capacità di amare? e come si fa a ritrovarla dentro e fuori di se, nel caso? O forse semplicemente davvero non ho mai amato, ho finto senza rendermene conto? forse dietro ai miei ti amo c'era soltanto un bisogno di affetto, di essere amata? Cosa vuol dire amare davvero? tutto e niente. Forse quello che noi chiamiamo amore non è che una semplice reazione chimica che nasce, cresce e finisce come tutte le cose. E noi perché ci meravigliamo tanto che questo fantomatico amore finisca? infondo tutto ha una nascita ed una morte, la vita stessa ha una fine, come potrebbe l'amore durare "per sempre"?
Come facciamo a illuderci che sia cosi per metà della nostra vita, a crederlo per tutto questo tempo...perché ci hanno inculcato queste false speranze? Forse semplicemente abbiamo visto troppi film sbagliati da bambini.
Sono diventata cosi indipendente e solitaria che ho cominciato ad avere atteggiamenti di autosabotaggio. Appena ho qualche "buona occasione" non faccio altro che scappare. E la cosa peggiore è che questo non avviene soltanto in campo "amoroso". Vorrei uscire e resto a casa, mi invitano ad una festa e rifiuto ma un minuto dopo me ne pento. Eppure non cambio la volta dopo, pur sapendo che me ne pentirò. Un ragazzo mi invita ad uscire, penso anche che lui potrebbe essere interessante ma rifiuto. Sembra tanto una punizione che infliggo a me stessa.
Betty
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