domenica 11 agosto 2013

Entro in cucina, lo sguardo fisso al pavimento, tu mi guardi con la coda dell'occhio...lo so. Lo sento. Lo percepisco...
Poi continui a fare le tue cose facendo finta di nulla...
Appena ti volti io colgo l'occasione per lanciare uno sguardo, ma il mio sguardo è timido, ha paura di essere scoperto e subito ritorna sui suoi passi...
Tutto questo un continuo... da ormai 12 mesi.
Ogni tanto capita anche che i nostri sguardi si incrocino, ma è raro...e quando capita il mio ha paura. Ha paura che tu riesca a leggere attraverso, ha paura di essere vulnerabile...un libro aperto e senza copertina.
L'altra sera i nostri sguardi si sono incrociati per qualche secondo in più, rispetto ad un istante...quando stavi per andartene. Mi hai salutata. E' stato strano...
Avevo paura che cogliessi qualcosa...e ho visto qualcosa di diverso nei tuoi occhi...
In tutto questo tempo, le volte in cui abbiamo parlato si contano forse sulle dita di due mani...ma anche perché per molti mesi sono mancata, essendo andata a vivere a Roma ad ottobre. Quando tornavo, ogni tanto, invece tu non c'eri più. Eri andato a Londra, mi disse mia sorella.
Sei un tipo silenzioso, rispetto all' altro che è un chiacchierone. E questo tuo silenzio mi piace...io invece sono timida, ma anche silenziosa, dipende dalle situazioni. Con la persona giusta anche molto chiacchierona.
E quindi non so nulla di te, l'unica cosa che posso dire è che quella che sento tra noi, fino ad oggi, è stata pura chimica.
Sin dal primo momento in cui ti ho visto ho sentito qualcosa, qualcosa che all'epoca ho represso, per sensi di colpa...
Ma adesso che sono tornata da Roma per l'estate, non pensavo di rivederti. Credevo saresti rimasto a Londra...almeno mia sorella cosi mi aveva fatto credere.
I miei genitori dicono tu somigli ad un mio caro amico di infanzia, che fu innamorato di me per molti anni...ma che adesso non sento più.
Io superficialmente penso che se tu gli somigliassi davvero anni fa avrei ricambiato quell'amore...
Però è vero, hai qualcosa di lui... caro A. ( l'ennesima -A della mia esistenza...forse dovrei provare a cambiare lettera)


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E' cominciata più o meno molti mesi fa, se non un anno fa. Ma io ero ancora fidanzata all'epoca. Con A. ( chi legge il blog non capirà nulla perché tutte queste persone differenti hanno tutte il nome che inizia per A). E quindi non davo troppo peso alla cosa. Facevo finta di nulla. O quantomeno mi sforzavo...
Poi continuò ancora...ma a gennaio io ed A. ci lasciammo...o meglio lo lasciai. Non che questa cosa influì, no. Io e A. avevamo i nostri problemi, quindi...

Ma ogni volta che ritornavo a Perugia, si ripresentava il " problema".
Prima di gennaio, sotto Natale, la cosa si "intensificò"...sentivo qualcosa nell'aria...e a Natale A. venne con me a Perugia...e c'era lui in cucina al lavoro, purtroppo, insieme all'altro...
Ogni volta che mettevo piede in cucina mi sentivo a disagio, mi sentivo osservata e turbata...il che ci può anche stare...ma non il sentirsi "turbati"...
Le tue occhiate mi turbano profondamente tutt' oggi, anche dopo 8 mesi che non ci siamo visti, ultima volta a gennaio appunto...
Ricordo che a dicembre, non sapevo più come gestire la cosa. Ricordo quando ero in cucina, c'eravate anche tu e l'altro cuoco...poi A. entrava, mi abbracciava da dietro ed io volevo morire...


Betty






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